Festival dell’Involontarietà
Vietato Frullare
22 — 25 Aprile 2026 | Osteria Democratica

Festival dell’Involontarietà
Vietato Frullare
22 — 25 Aprile 2026
Osteria Democratica

Ci sono cose che non nascono per essere belle. Non cercano uno sguardo, non chiedono attenzione, non si preparano per esistere, succedono. e nel loro succedere, senza alcuna intenzione, trovano una forma, una forma che non è estetica, non è progettata, non è migliorabile…è semplicemente
vera. Da qui nasce il Festival dell’Involontarietà. Non da un’idea, ma da un’osservazione, da un tempo lento passato a guardare ciò che normalmente scivola via.

Casa Italia, come strumento di indagine e osservatorio culturale, ha iniziato a fermarsi su quei luoghi che non sono mai stati pensati per essere raccontati: bar di provincia, retrobottega, sale slot, periferie immobili, spazi che esistono da sempre nello stesso modo e che proprio per questo non sembrano mai cambiare.

Dentro questi luoghi vive una bellezza che non si difende, che non si espone, che non si sa, una bellezza involontaria. Sta nei tavoli segnati, nelle plastiche ingiallite, nei frigoriferi rumorosi, nelle mani delle persone, nei denti imperfetti, nei gesti ripetuti. Sta negli odori, negli olezzi, nella presenza biologica delle cose e dei corpi.

Sta in tutto ciò che non è stato corretto. Ed è proprio lì che succede qualcosa di profondamente umano: ci si riconosce.

Non è nostalgia, non è estetizzazione del degrado, è una forma di vicinanza…una specie di fede. Il Festival nasce per attraversare questa dimensione, non per spiegarla, per starci dentro, senza modificarla…per guardarla senza dirle che è bella.

Perché nel momento in cui la nomini, si rompe, nel momento in cui la tocchi, si sgretola e allora l’unico gesto possibile è quello del rispetto.
Non analizzare, non migliorare, non frullare

Perché nel momento in cui la nomini, si rompe, nel momento in cui la tocchi, si sgretola e allora l’unico gesto possibile è quello del rispetto. Non analizzare, non migliorare, non frullare

“Vietato Frullare” diventa così una regola non scritta, un sottotitolo che è anche una presa di posizione. Arriva da un gesto semplice, quello del calcio balilla, quando la stecca gira libera, senza controllo, senza tecnica.
Un gesto sbagliato, ma pieno di libertà, un gesto che non serve a vincere, ma a esserci.

E forse è proprio lì che si nasconde qualcosa di importante: una controretorica rispetto al mondo performativo, a tutto ciò che deve funzionare, piacere, dimostrare.

Questa riflessione prende forma all’interno di Mamma Studio, (agenzia organizzativa di tutto l’evento e creatrice di casa italia, strumento di indagine) che da tempo lavora sulla comunicazione come strumento di lettura del presente, cercando nelle pieghe del linguaggio quei segnali che raccontano come cambiamo, cosa perdiamo, cosa tratteniamo.

Da qui nasce il primo gesto concreto: vietato Frullare, un libro fotografico. Un archivio, non costruito, ma raccolto.

Scrivi a info@mammastudio.it
per pre ordine del libro e info

Crediti fotografici Benedetta Bendinelli

Bar, oggetti, persone, dettagli, un atlante involontario di un’Italia che non si è mai raccontata, ma che ha sempre parlato e scavando dentro queste immagini emerge un simbolo, quasi inevitabile.

Il calcio balilla, oggetto democratico, popolare, presente ovunque e sempre uguale, un dispositivo sociale prima ancora che ludico.

Da qui nasce una nuova azione, una deviazione:
“Calci al Balilla — Non Solo Uomini Ma(Donne).

Una reinterpretazione che non vuole correggere, ma spostare lo sguardo. Un progetto realizzato insieme a Santificio, che introduce una frizione leggera ma necessaria, aprendo il gioco a nuove possibilità, senza tradirne l’anima.

NON UOMINI MA DONNE è un progetto di Mamma Studio, in collaborazione con Santificio, in cui un oggetto semplice, quotidiano e apparentemente immutabile come il Calcio Balilla, simbolo di tradizione e icona pop di una cultura democratica, viene attraversato, ribaltato, riscritto. Grazie alla disponibilità e alla lungimiranza di Roberto Sport, questo dispositivo collettivo torna in una nuova forma, non solo estetica, ma culturale, mettendo in discussione un immaginario sedimentato e aprendo a una possibilità diversa di rappresentazione.La politica di Mamma Studio è quella di osservare la società nei suoi automatismi e nei suoi codici invisibili per poi intervenire, creare frizioni, generare nuove letture ed è proprio attraverso un Biliardino Queer che scegliamo di segnare un cambio di paradigma, una deviazione necessaria, una linea che si sposta e che prova a stare dentro il presente senza semplificarlo.NON UOMINI MA DONNE non è solo un oggetto, ma una presa di posizione un gesto minimo e insieme radicale che agisce sul linguaggio, sul simbolo, sulla percezione, trasformando un campo da gioco in uno spazio di possibilità.

l festival è il punto in cui tutte queste traiettorie si incontrano.

Per quattro giorni, lo spazio di Osteria Democratica diventa un luogo poroso, attraversato da parole, corpi, musica e storie. Non c’è una vera separazione tra palco e pubblico, non c’è una direzione unica, c’è un flusso.